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Elicottero militare caduto in Bosnia: una delle quattro vittime è di Orvieto
C’è anche un umbro, Claudio Marchesi, un 35enne originario di Orvieto, tra le vittime dell’incidente che ha coinvolto un elicottero italiano in Bosnia-Erzegovina. Si tratta del sergente in servizio al Comando aviazione dell'Esercito (Aves) di Viterbo insieme al collega, anche lui deceduto, Simone Ruggia. Marchesi si era trasferito nel viterbese tre anni fa dopo essere cresciuto con i genitori, un fratello e una sorella a Orvieto, nella frazione di Canale. Insieme ai due militari – entrambi di stanza al primo reggimento Antares del Centro Addestrativo – sono morti anche il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Nell’incidente, avvenuto oggi pomeriggio nel distretto di Brčko, a nord est della Bonsia- Erzegovina, sono rimaste ferite anche altre undici persone. Nessuna di loro sarebbe in pericolo di vita. Il sergente Marchesi e il sergente Ruggia sarebbero stati il pilota e lo specialista dell’elicottero CH-47 Chinook che, per cause in corso di accertamento, si è avvitato su se stesso mentre volava a bassa quota andando a schiantarsi in una zona di campagna. Tra le ipotesi – stando al video ripreso da terra che circola in rete - c’è anche quella di un urto con i cavi dell’alta tensione. Intanto, stando a quanto emerso, i 15 militari della missione Eufor Althea a bordo, stavano effettuando un addestramento di routine. Sarebbero partiti da Viterbo mercoledì mattina. [articlepreview id="468341" link="https://www.corrieredellumbria.it/news/cronaca/468341/elicottero-militare-italiano-precipita-in-bosnia-ezegovina-cause-in-corso-di-accertamento.html"] L’ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, che si è recata sul posto ha dichiarato: “Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, che sarebbe avvenuto in fase di decollo dall’aeroporto di Brčko, quindi immediatamente dopo”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un post su X in cui ha ufficializzato i nomi delle vittime, esprimendo profondo dolore per i militari e le loro famiglie ha scritto: “Da ore seguo, con lo Stato Maggiore Difesa quello dell’Esercito e il Comando operativo di vertice interforze, le 11 persone ferite ed attualmente ricoverate presso gli ospedali di Brcko e di Tuzla, dove abbiamo inviato personale medico militare italiano per monitorare il nostri ragazzi da vicino. Domani mattina, con il Capo di Stato Maggiore della Difesa raggiungeremo i nostri feriti e gli altri militari in Bosnia, con altri medici militari italiani specialisti”. “L’angoscia e la sofferenza per questo tragico evento - ha scritto ancora Crosetto - cambieranno ciò che avevamo previsto per la Festa della Forze Armate del 4 novembre. A partire dal Villaggio Difesa che non verrà inaugurato e che diventerà non più il teatro di una festa di ringraziamento per le Forze Armate ma il luogo dove manifestare, con una preghiera, un fiore, un biglietto o la presenza, la vicinanza ai caduti, Simone, Claudio, Franco e Laura, alle loro famiglie ed alle Forze Armate”. Immediato il cordoglio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha inviato un messaggio al capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano: “Ho appreso con profonda commozione la notizia del decesso dei militari occorso nel tragico incidente elicotteristico in teatro operativo bosniaco. In questa triste circostanza, voglia rendersi interprete presso l'Esercito italiano e il Corpo militare della Croce rossa dei miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento, chiedendo loro di esprimere ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà”. Anche la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, ha scritto: “Con profonda commozione e sincero dolore ho appreso la notizia della scomparsa del sergente Claudio Marchesi, il giovane militare impegnato in missione in Bosnia coinvolto nell’incidente aereo avvenuto nel pomeriggio di oggi. In questo momento di profonda tristezza, la nostra comunità si stringe con rispetto attorno ai familiari, rinnovando la riconoscenza a tutti i militari che operano anche lontano dalla nostra Patria in contesti difficili e rischiosi. A nome mio personale e dell’amministrazione comunale, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia, ai suoi affetti più cari e a tutti coloro che piangono la tragica perdita dei quattro militari dell’Esercito e della Croce Rossa deceduti in Bosnia. A loro va il nostro pensiero e l’abbraccio affettuoso di tutta la città di Orvieto”.
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