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Vuol fare lo steward allo stadio ma il giudice lo stoppa: è agli arresti domiciliari
Vuol fare lo steward allo stadio per il servizio di sicurezza alle partite dell'Arezzo, ma il giudice lo mette in fuori gioco. Negato il permesso ad un aretino di 48 anni che ieri mattina avrebbe dovuto sostenere il colloquio con l'istituto che si occupa della sicurezza al comunale. Non gli è stato consentito di partecipare. Motivo? Non banale. L'uomo è agli arresti domiciliari, una misura cautelare scattata da parte dell'autorità giudiziaria per vicende penali che vedono il 48enne coinvolto (maltrattamenti in famiglia e mancato rispetto del divieto di avvicinamento). Il desiderio di svolgere l'attività di steward è andato a sbattere, almeno per ora, con la decisione del giudice Francesco Felice Renzo, che ha respinto l'istanza. La procura aveva invece dato il suo ok. La possibilità di uscire dai domiciliari - presso una Caritas del territorio - e di recarsi allo stadio era stata formulata dagli avvocati Piero Melani Graverini e Andrea Vassallo, difensori dell'uomo. Il quale, tra l'altro, faceva anche parte dello staff della sicurezza alle Olimpiadi Invernali 2026 di Milano Cortina. A inizio anno venne eseguito il provvedimento cautelare proprio mentre si trovava al nord. I suoi problemi con la legge riguardano atteggiamenti violenti verso i genitori e un episodio di mancata osservanza dell'inibizione che aveva ricevuto in proposito: non doveva andare a casa loro e invece un giorno ci tornò e vi fu una nuova situazione tesa. Nel prossimo mese di ottobre sono in programma i relativi processi per questi fatti. Intanto, in prospettiva, il 48enne coltiva il sogno di rimettersi in pista con il lavoro che gli piace: lo steward. Alla luce della sua situazione e delle condotte tenute, il giudice lo ha però stoppato.
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