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UNO SCHERZO DEL GENERE – regia Gabriel Olivares

20/08/2026 · Article 🕐 🆕 ⚠️
di Jade-Rose ParkerTraduzione e adattamento di David ConatiCon Emanuela Grimalda, Gianluca Ramazzotti e con Mauro Conte e Virginia BonaciniRegia Gabriel Olivares Scena Rob Howell Costumi e arredo Maria Giulia Rossi Produzione Oliver & friends srls. Borgio Verezzi, 2 agosto 2026, p.zza Sant’Agostino – Prima nazionale www.Sipario.it, 4 agosto 2026 #twoj_fragment1-1 La LX edizione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi giunge al suo nono appuntamento con uno spettacolo di drammaturgia moderna che ha debuttato a Parigi, con grandissimo successo, nel 2022 e che vedeva Victoria Abril nella parte di Carla, Lionnel Astier nel ruolo di Francesco e la stessa Jade-Rose Parker in quello della figlia. La versione presentata ieri sera in piazza sant’Agostino riprende quella madrilena in cui la regia era dello stesso Gabriel Olivares, si tratta quindi di un testo collaudato che mescola abilmente comico e tragico. Come ci ha rivelato l’Autrice (presente alla Prima), l’idea generativa le è nata guardando un programma televisivo in cui un transessuale raccontava della sua vita di coppia. «E se il marito fosse stato all’oscuro della trasformazione intervenuta nell’attuale moglie? Se lei deliberatamente gli avesse celato per anni la verità sul di lei corpo?» Da questa domanda prende le mosse Drôle de genre (il titolo originale della pièce): Carla, moglie dell’uomo politico Francesco, era precedentemente un uomo, in seguito ad una serie di operazioni chirurgiche è diventata una donna. Ella non ha mai detto nulla di tutto ciò a suo marito Francesco, ma ora, improvvisamente, scopre di avere un tumore alla prostata. Per 30 anni la loro vita è trascorsa serenamente, ma il fatto che Carla sia anatomicamente in parte uomo getta Francesco nella totale disperazione e nel disagio più profondo. Il primo atto si apre quindi con l’immediato disvelamento della doppia tragedia: la malattia e la transizione sessuale (tenuta celata per anni). Entrambe capaci di destabilizzare l’armonia familiare, ma vedremo che la seconda scoperta è molto più profonda e potente della prima. Il disvelarsi della precedente sessualità di Carla è il vero Unheimliche, il vero perturbante della commedia, l’elemento che sconvolge la vita di Francesco. Da qui in poi sarà una corsa verso il precipizio e il crollo di quella facciata fatta di ipocrisie che reggevano un’apparente armonia familiare. Francesco si rivelerà in tutta la sua pochezza di uomo, vile ed egoista, mentre Carla, il vero «uomo di casa» per determinazione e capacità di gestione delle dinamiche sociali e familiari, avrà buon gioco nello smascherarne la meschinità e l’atteggiamento retrivo verso le istanze LGBTQIA+. Nel secondo atto la situazione si complica ulteriormente: giunge in visita la figlia (adottiva) dei due coniugi, la quale afferma di essere incinta, di lì a breve entrerà in scena anche il futuro genero e padre del nascituro: si tratta del rivale politico di Francesco. Carla non si trattiene e svela ai due giovani, insieme alla malattia che le è stata diagnosticata, anche la sua identità sessuale precedente. Anche il giovane fidanzato si mostra insensibile e, anzi, cerca di approfittare in chiave politica del possibile scandalo che si potrebbe abbattere sul rivale Francesco. La situazione precipita quando la figlia rivela di voler cercare i propri genitori biologici e si rende conto, al tempo stesso, dell’ipocrisia delle persone che la circondano, e matura, pertanto, la decisione di allontanarsi dai genitori e dal fidanzato. L’Autrice ha quindi costruito un testo tragico, innervato però di battute caustiche e taglienti che alleggeriscono notevolmente il portato drammatico della pièce; la miscela di tragico e comico funziona molto bene, Parker ha dosato con abilità e intelligenza i due ingredienti ed ha ripreso la struttura di Guess Who’s Coming to Dinner (Indovina chi viene a cena del 1967 per la regia di Stanley Kramer). Anche qui abbiamo una coppia borghese con una figlia e la serenità dei due genitori viene sconvolta dall’imprevisto: là era il matrimonio della figlia con un uomo di colore, qui è l’accettazione di un cambio di sessualità. Tuttavia nel testo della Parker il perturbante non è qualcosa che giunge dall’esterno, è un elemento strettamente familiare e che muta di colpo sotto gli occhi increduli di un uomo falsamente progressista. Nel film, sceneggiato da William Rose, alla fine Spencer Tracy, nei panni del padre recalcitrante e retrivo, prende coscienza della propria posizione ottusa e, con un magistrale discorso, orienta la trama verso l’happy end. In Uno scherzo del genere invece non accade nulla di tutto ciò: Jade-Rose Parker lascia che la tragedia segua il suo corso apparentemente inarrestabile: si svela la natura meschina dei due uomini (alla fine così simili tra loro) e, dall’altra parte, emerge la forza di accettare e affrontare le conseguenze delle proprie azioni da parte delle due donne. Insomma, secondo l’Autrice la società non è ancora pronta ad accettare questo g
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