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L’allarme del consigliere regionale Sergio Ebarnabo: «No all'accoglienza senza limiti, il territorio astigiano è sotto pressione»

15/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 ⚠️
Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Sergio Ebarnabo interviene di nuovo sulla gestione dei flussi migratori nella provincia di Asti, contestando la narrazione dell'Astigiano come "modello" di accoglienza e mettendo in guardia dai rischi per la sicurezza e la tenuta sociale del territorio. Secondo Ebarnabo, i dati che vedono l’Astigiano ospitare 57 migranti ogni 10 mila abitanti — una cifra quasi doppia rispetto alla media regionale, con 103 strutture attive — dovrebbero essere oggetto di un'analisi più approfondita «Questi numeri vanno letti fino in fondo: - commenta - sono davvero un primato di cui vantarsi o sono il segnale di una pressione sproporzionata scaricata su una provincia, sui piccoli Comuni, sui servizi sociali, sulla casa, sulla sanità, sul lavoro e sulla sicurezza?». Poi aggiunge categorico: «Asti non può diventare il laboratorio dell’accoglienza senza limiti». La critica di Ebarnabo non è rivolta «a chi lavora, rispetta le leggi e contribuisce alla nostra comunità», ma il problema è «l’idea che l’immigrazione possa essere gestita senza limiti, senza controlli, senza una vera capacità di integrazione e senza distinguere tra chi viene per costruirsi un futuro onestamente e chi invece vive nell’irregolarità o nella marginalità» Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, un’accoglienza non governata produce effetti deleteri noti come «l'aumento delle situazioni di marginalità, attività illecite, degrado urbano, chiusura o impoverimento delle attività commerciali nelle aree più problematiche, perdita di valore degli immobili, reati predatori, danneggiamenti e aggressioni». A supporto della sua tesi, Ebarnabo cita i dati regionali piemontesi: sebbene gli stranieri rappresentino circa il 10,6% della popolazione, costituiscono oltre il 41% della popolazione detenuta. Per il consigliere, questi numeri non servono a criminalizzare una comunità, ma dimostrano «che legalità, controlli, espulsioni per chi delinque e stop all’accoglienza indiscriminata non sono slogan: sono condizioni minime di serietà». Il consigliere chiede quindi alla politica di abbandonare quelle che definisce la "retorica buonista" e il "business dell’accoglienza". «L’Astigiano - conclude Ebarnabo - ha bisogno di lavoro regolare, controlli efficaci e sicurezza. Ha bisogno di alloggi dignitosi per chi qua è nato e cresciuto».
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