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Ecco i tre progetti alternativi al Nodo di Perugia: sono già sul tavolo delle istituzioni
Tre progetti alternativi al Nodo di Perugia. E al primo stralcio dell’opera, il cosiddetto Nodino. Sono già sul tavolo delle istituzioni. Attenzione: alternativi al Nodo per chi è contrario - una dozzina di comitati - a quest’ultimo, in realtà nella mente di chi li ha ideati sono complementari. Senonché, finché c’è il niet sia al progetto sia ai fondi dell’infrastruttura, dal costo stimato in 2, 5 miliardi di euro. Tre piani di intervento di cui uno è già finanziato. E’ il raddoppio delle rampe di Ponte San Giovanni. La Regione, in accordo con Anas e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha approvato lo scorso dicembre il progetto definitivo per il “potenziamento dello svincolo di Ponte San Giovanni, al km 69+500 della S.S.3 Bis Tiberina”. Forza rampe Il progetto, del valore di circa 60 milioni, è articolato in 11 fasi di lavoro per una durata di circa tre anni. L’avvio cantieri è annunciato entro il 2027, per il completamento dei lavori entro il 2030. Lavori certamente impattanti ma che porteranno “benefici diffusi, non solo sotto l’aspetto della vivibilità e della qualità della vita nel quartiere di Ponte San Giovanni, a Balanzano e a Collestrada, favorendo lo sviluppo economico e il turismo a vantaggio dell’intera regione”, ha fatto sapere la giunta regionale. Il piano prevede principalmente la costruzione di due nuovi viadotti per le rampe Perugia-Cesena e Roma-Perugia, il raddoppio della rampa Cesena-Perugia con aggiunta di terza e quarta corsia parallela alla SS3 Bis e riconfigurazione geometrica delle rampe Roma-Ponte San Giovanni e Ponte San Giovanni-Perugia per eliminare conflitti. Progetto Ciuffini La novità degli ultimi giorni è l’idea partorita dalla mente di Fabio Maria Ciuffini, il padre delle scale mobili. Si tratta di 4 interventi dal costo complessivo di 360 milioni di euro che potrebbero abbattere la pressione del traffico sul nodo di Ponte San Giovanni da un 20 a un 30 per cento. Il primo step interessa le ferrovie: è un breve collegamento tra la stazione ex Fcu della Pallotta e la stazione Fs di Fontivegge. “È una parte del collegamento che il Piano Regionale dei Trasporti del 1988 prevedeva tra Sant’Anna e Fontivegge. La sua funzione fu poi in parte affidata al Minimetrò e l’opera, pur finanziata, non venne iniziata”, spiegano Ciuffini e Giampiero Rasimelli su Passaggi Magazine. La seconda proposta anticipa alcuni tratti del previsto Nodo stradale di Perugia e li collega alla viabilità esistente, rendendoli subito funzionali: un intervento integrato con la viabilità esistente (via della Valtiera, strada della Ferriera) opportunamente migliorata, e con l’intervento puntuale sullo svincolo di Collestrada, “può formare un nuovo itinerario capace di alleggerire Ponte San Giovanni”, unito alla nuova Ztl per il quartiere, richiesta dai cittadini. La stessa logica viene applicata al collegamento Madonna del Piano–Corciano. Si propone di “anticiparne un tratto comprendente una galleria a San Fortunato della Collina e le relative connessioni con la rete esistente”. E ancora: sono previsti la sistemazione e l’allargamento della Strada del Pino, dalla rotatoria dell’Arringatore sulla SP 344 fino alla strada Pila–San Martino in Colle, migliorandone anche l’innesto. C’è poi una rotatoria per risolvere il problema dello svincolo angolo acuto tra la Tuderte e la Marscianese poco distante ,da Montebello., noto a tanti automobilisti perugini per la sua difficile attraversabilità. E ancora: si propone il miglioramento degli innesti sulle due strade laterali alla E45, entrambe denominate via della Valtiera, nel tratto Collestrada–Ponte San Giovanni, utilizzando anche lo svincolo di servizio del centro commerciale di Collestrada migliorato. Non ultime alcune opere ancillari, come i parcheggi di interscambio gomma–ferro e gomma–tpl, anche distribuiti lungo tutta la Foligno–Terontola. La gronda nord Il terzo progetto è contenuto in una delle ultime lettere inviate da Stefania Proietti al ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Per la mobilità nella parte nord del capoluogo è stata inserita una nuova opera stradale, un collegamento est-ovest sul modello della vecchia ‘gronda nord’: obiettivo collegare la zona di Ponte Felcino con l'area Corciano, deviando il traffico di attraversamento dal centro storico e dal groviglio di Collestrada, con tanto di tunnel urbano. Rispetto al vecchio piano ultra ventennale, dove l’opera era in carico al Comune, stavolta la Regione chiede che a realizzarlo sia Anas. Il segmento tra Ponte Rio e San Marco conta la realizzazione di un tunnel (galleria naturale) per oltrepassare il rilievo senza impattare sul centro storico e sui quartieri residenziali compatti. In questo caso il costo stimato è di 42 milioni di euro. Detto questo, per la Regione il Nodo, nella sua interezza, resta prioritario. Tuttavia i 2,5 miliardi ipotizzati per costruirlo, figli dell’aumento delle materie prime, lo allontanano al momento non solo dalle prospettive probabili. Ma anche da quelle poss
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