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Cannes Yachting Festival , il nuovo lusso è prendersi il tempo: a Cannes cambia il modo di vivere il mare

21/08/2026 · Article 🕐 🆕 😊
Il lusso, a volte, è semplicemente avere tempo. Tempo per cambiare rotta, fermarsi in una baia, raggiungere un piccolo porto invece della destinazione più celebrata. Tempo per scendere a terra, scoprire un ristorante, incontrare un territorio e ripartire soltanto quando se ne ha davvero voglia. È intorno a questa idea che nasce la nautica slow, una delle tendenze protagoniste del 49° Cannes Yachting Festival, in programma dall’8 al 13 settembre 2026. Ispirata allo slow tourism, propone un modo diverso di vivere lo yachting: navigazioni a tappe, maggiore immersione nei territori costieri, comfort a bordo e attenzione agli ambienti marini. Non significa rinunciare al piacere dello yachting. Al contrario, significa riscoprirlo. Per anni il mondo della nautica di lusso ha raccontato l’esclusività attraverso dimensioni, prestazioni, potenza e destinazioni iconiche. Oggi sta emergendo una sensibilità differente. La velocità lascia spazio alla qualità del tempo, mentre la barca non è più soltanto il mezzo per raggiungere una destinazione, ma diventa uno spazio da abitare e condividere. Una trasformazione che influenza anche il design delle nuove imbarcazioni. Comfort, autonomia, silenziosità e fluidità della navigazione assumono un ruolo sempre più importante. E i numeri raccontano quanto questo desiderio sia concreto: secondo i dati riportati dal Festival, il 72% dei navigatori intervistati vorrebbe rallentare il proprio ritmo di navigazione, mentre il 65% desidera ridurre il consumo di carburante. Cresce parallelamente la ricerca di itinerari meno convenzionali e di esperienze più immersive. Quando il porto diventa destinazione In questa nuova interpretazione del viaggio cambia anche il significato dello scalo. Il porto non rappresenta più soltanto il luogo dove fare rifornimento o trascorrere una notte: diventa una porta d’ingresso sul territorio. Gastronomia, cultura, artigianato, paesaggio e incontri entrano a far parte dell’esperienza. Allo stesso tempo, una rete capillare di marina permette di organizzare navigazioni costiere più brevi, adattare le tappe alle condizioni meteorologiche e limitare il ricorso sistematico al motore. Il Mediterraneo appare quasi naturalmente predisposto a questa filosofia. Catalogna, Baleari, Costa Azzurra, Sardegna e Tunisia offrono la possibilità di alternare baie, piccoli porti, città d’arte e località più sofisticate senza necessariamente affrontare lunghe traversate. La Sardegna ne è uno degli esempi più affascinanti. Acque cristalline, calette isolate e piccoli centri costieri si inseriscono in una rete composta da 29 strutture e oltre 8.300 posti barca, distribuiti lungo il litorale dell’isola. Le distanze relativamente brevi permettono di trasformare ogni ancoraggio in un’occasione per entrare in contatto con il territorio, anziché in una semplice tappa tecnica. Anche le imbarcazioni iniziano a raccontare questa evoluzione. Tra quelle indicate dal Cannes Yachting Festival c’è il Sea Loft 480 di Jeanneau, nato dal prototipo Island Cruising sviluppato per il Gruppo Beneteau. Difficile inserirlo nelle categorie tradizionali: non è propriamente un monoscafo né un catamarano e nasce intorno a un principio estremamente semplice, rallentare. Nella configurazione ibrida raggiunge un’autonomia dichiarata di 250 miglia nautiche a 7 nodi; in modalità completamente elettrica offre 15 miglia di autonomia, con 4,2 kW di pannelli solari. Un’imbarcazione che mette al centro la navigazione costiera silenziosa e il piacere di vivere il mare senza fretta. Ancora più radicale è l’Oasis Meu Amor di Caelum 1029, una vera casa galleggiante sviluppata su due livelli e pensata per soggiorni prolungati. Batterie solari, materiali ecosostenibili e una vasca idromassaggio con vista a 360 gradi trasformano l’ancoraggio da momento di passaggio a parte essenziale dell’esperienza. La stessa filosofia emerge nell’Aventura 37 Explorer, catamarano trawler di 11,60 metri progettato per navigazioni a lungo raggio a velocità moderate. È l’espressione di una nautica pensata per chi sceglie il mare per il piacere del viaggio e non per quello della velocità. Cannes celebra il lusso di rallentare Il Cannes Yachting Festival 2026 diventerà così una vetrina privilegiata per osservare come sta cambiando il rapporto tra lusso e mare. L’edizione di settembre riunirà oltre 680 espositori e circa 700 imbarcazioni dai 5 ai 50 metri, tra yacht, barche a vela, multiscafi, day cruiser e trawler, con più di 150 anteprime mondiali annunciate. Ma dietro ai numeri e alle novità tecnologiche si intravede soprattutto un cambiamento culturale. La nautica slow racconta un’idea di esclusività meno legata all’ostentazione e più vicina alla libertà di scegliere il proprio ritmo. Significa navigare lentamente lungo una costa, fermarsi una notte in più, scoprire una baia lontana dagli itinerari più battuti e lasciare che sia il viaggio stesso a diventare destinazione. Perché il vero
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