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La rivoluzione sostenibile parte da Grosseto: la Spiga Verde 2026 incorona la Maremma regina green della Toscana
La cerimonia nazionale svoltasi questa mattina a Roma, presso la prestigiosa sede del Cnr, ha sancito ufficialmente l’eccellenza rurale della Maremma. Alla presenza dei sindaci vincitori, sono state annunciate le Spighe Verdi 2026, il prestigioso riconoscimento della Fee (Foundation for Environmental Education, la stessa organizzazione che assegna le Bandiere Blu nel mondo) in stretta collaborazione con Confagricoltura. Un'undicesima edizione da record che vede salire a 97 le località premiate in tutta Italia rispetto alle 90 dello scorso anno, con ben 10 nuovi ingressi a fronte di 3 sole non conferme. In questo scenario di crescita nazionale, la Toscana si difende con le unghie e con i denti ottenendo 6 prestigiosi riconoscimenti complessivi, pur dovendo registrare due uscite rispetto alla scorsa edizione. Il dato politico e geografico più eclatante è però lo straordinario primato del nostro territorio: metà delle Spighe Verdi toscane sventolano in provincia di Grosseto, confermando la Maremma come il vero cuore green della regione. La mappa delle Spighe Verdi in Toscana Il capoluogo maremmano fa da traino a un gruppo di eccellenze territoriali che hanno superato i severissimi controlli della Commissione di valutazione. Accanto a Grosseto, la provincia grossetana schiera altre due gemme assolute della costa e dell'entroterra rurale: Castiglione della Pescaia e Orbetello. Le restanti tre Spighe della regione vanno a completare il quadro toscano con Bibbona e Castagneto Carducci per la provincia di Livorno, e Gambassi Terme per la provincia di Firenze. Questo primato grossetano e maremmano non è un semplice scudetto di facciata, ma il risultato di un percorso rigido e certificato che analizza le scelte amministrative quotidiane delle comunità. La commissione esaminatrice – composta da istituzioni del calibro del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, del Ministero del Turismo, del Cnr, dell'Ispra e di Confagricoltura – ha passato al setaccio il territorio basandosi sulla quarantennale esperienza internazionale di Fee. I fattori del successo maremmano Per Grosseto e per i comuni vicini, la riconferma significa aver primeggiato in una serie di indicatori cruciali. Tra questi spiccano il corretto uso del suolo, la valorizzazione delle aree naturalistiche e del paesaggio, l'efficienza degli impianti di depurazione e una gestione dei rifiuti con massima attenzione alla raccolta differenziata. Fondamentali sono stati anche i parametri legati all'accessibilità senza limitazioni, alla cura dell'arredo urbano e all'educazione allo sviluppo sostenibile. Il vero motore della rivoluzione culturale resta però l'agricoltura locale, a cui il programma riconosce un ruolo del tutto prioritario. Le nostre produzioni agricole tipiche, la tutela delle aree interne e la spinta continua verso l'innovazione tecnologica nei campi si confermano pilastri insostituibili per la tenuta economica e sociale della Maremma. Come sottolineato dai vertici di Fee e Confagricoltura, la sostenibilità non è più solo una scelta etica ma un fortissimo fattore strategico di competitività, in grado di dare impulso alla ricettività, all'enogastronomia e a quel turismo esperienziale di cui la provincia di Grosseto è ormai maestra indiscussa a livello nazionale.
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