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CHIAMATA ALLE ARTI: A ROMA 17 ACCADEMIE DI BELLE ARTI, 44 GIOVANI ARTISTI, DISEGNERANNO IL FUTURO DELL’ARTE ITALIANA
Diciassette Accademie di Belle Arti, quarantaquattro giovani artisti, un'unica grande scommessa sul futuro della cultura italiana. Torna Chiamata alle Arti, la mostra promossa dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea, che sostiene e lancia i talenti emergenti usciti dalle Accademie di Belle Arti di tutta Italia. Dal 30 settembre al 18 ottobre 2026, gli spazi del WeGil di Roma, il polo culturale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea nel cuore di Trastevere, si trasformano in un laboratorio a cielo aperto sulla creatività contemporanea: un luogo dove pittura, scultura, fotografia, video e installazione si intrecciano per raccontare, attraverso lo sguardo delle nuove generazioni, il presente e le sue possibili trasformazioni. L'inaugurazione è fissata per martedì 29 settembre 2026, alle ore 18.00. Quest'anno il progetto coinvolge 44 artisti provenienti da diciassette Accademie di Belle Arti: Bari, Bologna, Catania, Catanzaro, Firenze, Frosinone, Genova, L'Aquila, Lecce, Macerata, Brera-Milano, Napoli, Palermo, Ravenna, Roma, Torino e Venezia. Un mosaico che attraversa l'intero Paese, da nord a sud, e restituisce una fotografia sorprendentemente coerente di ciò che significa fare arte in Italia oggi. «Questa mostra, che abbiamo già ospitato lo scorso anno, nasce con l’obiettivo di presentare e valorizzare le opere degli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane, mettendo in luce il prezioso lavoro svolto all’interno di queste istituzioni. La politica culturale della Regione Lazio intende favorire lo sviluppo dei giovani talenti e diffondere – il più possibile – le loro creazioni». — Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio. Con Chiamata alle Arti, la Regione Lazio rinnova il proprio impegno concreto verso la formazione e la produzione artistica delle nuove generazioni, trasformando il patrimonio di ricerca delle Accademie di Belle Arti in un'occasione di incontro, confronto e apertura verso il pubblico e il sistema dell'arte contemporanea. «È anche attraverso luoghi come il WeGil che la Regione Lazio vuole portare avanti il proprio impegno a favore della cultura, riconoscendone il valore strategico per la crescita sociale, culturale ed economica del territorio. Sostenere “Chiamata alle Arti” significa investire concretamente sui giovani. Significa valorizzare il loro talento oggi e, allo stesso tempo, costruire le condizioni perché possano diventare protagonisti della vita culturale di domani». — Simona Renata Baldassarre, Assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio civile della Regione Lazio. «Quello di Chiamata alle Arti al WeGil è un felice ritorno che conferma e consolida la vocazione di un immobile che nasce con l’obiettivo di accogliere e accompagnare le giovani generazioni nel loro percorso di crescita e si trasforma poi in un contenitore aperto alle correnti culturali e agli impulsi artistici innovativi». - Giuseppe Sacco, Presidente LAZIOcrea. Non una semplice esposizione, ma un ecosistema di opportunità: per gli studenti selezionati, Chiamata alle Arti rappresenta il primo, decisivo passo fuori dalle aule accademiche e dentro il sistema dell'arte contemporanea, a contatto diretto con pubblico, critica e collezionismo. Alla base di Chiamata alle Arti c’è la visione di Delfina Bergamaschi, ideatrice della mostra, che ha concepito il progetto per dare un supporto alle Accademie di Belle Arti italiane, creando uno spazio di sostegno e di apertura per gli artisti nelle prime fasi del loro percorso professionale. «Affinché la cultura rimanga un patrimonio vivo e non un monumento stagnante, essa richiede una continua esplorazione e un costante rinnovamento, pertanto offrire supporto a chi è agli inizi della carriera non è un lusso filantropico; è un investimento strutturale per la salute a lungo termine del panorama creativo di una società.» Le diverse esperienze e sensibilità provenienti dalle Accademie vengono messe in dialogo all’interno di un unico percorso espositivo, creando una lettura articolata della ricerca artistica delle nuove generazioni. «Corale, plurale e sperimentale»: così la curatrice Giulia Abate descrive questa sesta edizione. «Le opere presentate in questa edizione restituiscono una pluralità di visioni che coinvolgendo numerose istituzioni accademiche dal Nord al Sud del Paese, intendono sostenere un’idea di arte democratica, aperta al confronto, alla ricerca e alla scoperta dell’evoluzione delle giovani espressioni contemporanee.» All’inaugurazione saranno presenti i seguenti artisti: Francesco Apreda,, Leshui Bi, Guido Bottazzo, Linda Cappa, Asia Castagna, Maria Cristina Ciocca, Piergiorgio Colone, Lorella Cotaj, Francesco Feltri, Paola Gusmano, Alisa Kaiumova, Alice Lisi, Ilaria Marchetti, Alessandro Musumeci, Ochiba, Tommaso Patacchini, Gan Peng, Amedeo Pino, Carlotta Privitera, Gioe
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