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Immensa Sofia Fiorini, il record del mondo vale l'ingresso nel club delle grandissime con Sara Simeoni e Ondina Valla
Chissà se Sofia Fiorini si è resa conto fino in fondo cosa ha combinato ai Campionati Europei di atletica leggera, vincendo l’oro nella maratona di marcia e siglando il record mondiale nella giovane specialità della regina degli sport. Di sicuro, complice il clima festivo del Ferragosto, in tanti - autorità comprese - non hanno ancora ben compreso la portata dell’impresa dell’atleta di Soci, 22 anni dopodomani. Ebbene, scriviamolo in maniera semplice: Sofia entra dalla porta principale, con tanto di tappeto rosso, nella Hall of Fame dell’atletica leggera italiana. Una galleria, per capirci ancora meglio, dove a livello femminile troviamo pochissimi nomi, a iniziare da quello di Sara Simeoni. Perché se è vero che sono state diverse le azzurre che hanno conquistato la medaglia d’oro a un campionato europeo, si contano sulle dita di una mano quelle titolari, anche per poco, di record mondiali. Lo splendido stile della marciatrice azzurra Sofia Fiorini SUPER SARA Per ritrovare il giorno del salto da primato dell’iconica campionessa dell’alto, bisogna tornare indietro fino al 1978, poco meno di 50 anni fa, quando Simeoni superò l’asticella a 2,01. Continuando a osservare i volti delle campionesse presenti in questa stanza della fantasia, troviamo la milanese Paola Pigni, capace di segnare nel 1969 il miglior tempo sui 1500, primato battuto due mesi più tardi dalla ceca Jaroslava Jehličková. Per scovare altre italiane detentrici di record mondiali nell’atletica leggera, occorre andare indietro oltre la Seconda Guerra Mondiale. Ondina Valla e Claudia Testoni E’ nella metà degli anni Trenta che spuntano Ondina Valla e Claudia Testoni, considerate da sempre le donne del mito dell’atletica tricolore. Entrambe bolognesi, compagne di società e amiche, fino a quando non si sfidarono a colpi di record mondiali negli 80 ostacoli. Ondina, fu la prima donna italiana a vincere un oro ai Giochi Olimpici e sulla pista di Berlino in semifinale fermò i cronometri a 11’’ 6. Claudia nella gara decisiva arrivò quarta. Piena di rabbia, si tolse grandi soddisfazioni negli anni seguenti, vincendo gli europei femminili di Vienna (1938) e migliorando per quattro volte il primato mondiale di specialità. In carriera Valla e Testoni si affrontarono 93 volte, bilancio in favore della prima: 60 a 33. La fantastica Sara Simeoni, fenomeno del salto in alto Di queste quattro donne fenomenali dell’atletica leggera resta in vita solo Sara Simeoni. A voler estendere lo sguardo un po’ oltre, troviamo altre due italiane che hanno brillato fino a far segnare magiche prestazioni cronometriche nel mondo della marcia, entrambe sui 5000 su pista: Giuliana Salce ed Eleonora Giorgi. Salce ha ottenuto due volte il miglior tempo del mondo: nel 1983 a L’Aquila e nel 1986 a Verona. Giorgi nel 2014 a Misterbianco (Catania). La specialità però non è ufficialmente ratificata dalla World Athletics. Di questo ristrettissimo gruppo, dal giorno del caldissimo Ferragosto 2026 fa parte anche Sofia Fiorini. Sia chiaro, ci siamo soffermati sul concetto del primato. Se si prendono in considerazioni le vittorie senza tener conto dei responsi cronometrici, nel club delle campionesse troviamo diversi altri nomi. Dalla pazzesca Nadia Battocletti a Fiona May, da Gabriella Dorio ad Antonella Palmisano, da Annarita Sidoti a Maria Guida e altre. Il podio della maratona di marcia Sofia d'oro, la polacca Zdzieblo d'argento e la spagnola Gonzalez di bronzo IL TRIONFO Quella destinata a entrare nella storia dell’atletica italiana, è stata una gara costruita con pazienza e chiusa con un’accelerazione irresistibile. La marciatrice ha completato i 42,195 chilometri della maratona di marcia in 3h15’11’’, primo record del mondo ufficiale della specialità, quasi nove minuti in meno rispetto al riferimento precedente, ben sotto la soglia di 3h17’00’’ fissata dalla World Athletics per l’omologazione. Non è stata una fuga solitaria fin dal via. Fiorini ha firmato un capolavoro tattico. Ha lasciato che la gara scorresse per una trentina di chilometri, contenendo l’istinto di spingere subito. Poi ha girato l’interruttore: un allungo che ha aperto un solco incolmabile con le rivali, trasformando gli ultimi chilometri in un vero e proprio monologo. Sul circuito cittadino (un chilometro) è arrivata addirittura a doppiare buona parte del gruppo, prima di concedersi il gesto plateale del batti il cinque con i tifosi a bordo strada e di avvolgersi nel tricolore in vista del traguardo. Dietro di lei, staccate di minuti, la polacca Katarzyna Zdzieblo (argento, 3h19’50’’) e la spagnola Raquel Gonzalez (bronzo, 3h20’4’’). Il salto di gioia di Sofia Fiorini con l'oro al collo LA GIOIA A fine gara ha spiegato i segreti del suo successo: “All’inizio ero un po’ in sofferenza perché volevo andare più forte, ma la maratona richiede pazienza. Quando ho avuto il segnale per dare il gas sono partita e lì mi sono divertita chilometro dopo chilometro”. Una lettura della gara che racconta anche un cambio di approcci
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