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Mps, Intesa raddoppia. Rilancio e aut aut agli azionisti di Siena: "Se passa il piano Lovaglio, la nostra Opas inefficace”
La mossa era attesa, anche se qualche analista l’aveva prevista più a ridosso dell’assemblea di Mps. Invece, sfruttando il fermo della Borsa, Intesa Sanpaolo ha messo sul piatto il rilancio dell’Opas su Rocca Salimbeni, a seguito di un cda straordinario. Moneta sonante tanto per invogliare ancora di più i soci di Siena, che con l’aggiornamento ottengono ulteriori 25 centesimi per azione. In caso di adesione totalitaria “il controvalore monetario complessivo dell’Opas sarà pari a 31,4 miliardi di euro, di cui 27,6 miliardi di euro quanto al corrispettivo in azioni e 3,8 miliardi di euro quanto al corrispettivo in denaro”, sottolineano dall’istituto di Ca’ de Sass. A giugno, quando l’offensiva era partita, Carlo Messina aveva fissato l’asticella a 30,6 miliardi. La vera novità però non è tanto il rilancio economico, ma “l’ultimatum” lanciato dallo stesso Sanpaolo agli azionisti senesi. L'Opas sarà inefficace non solo “nel caso di approvazione da parte dell'assemblea Mps di una o entrambe le Ops”, ma anche se i soci senesi daranno il loro via libera alla “riduzione volontaria del capitale sociale funzionale a rendere possibile, previo soddisfacimento delle relative condizioni, la distribuzione straordinaria”. In pratica se i soci del Monte decidessero di dare ancora una volta fiducia al piano promosso da Luigi Lovaglio, Intesa si farebbe da parte. Ovviamente, da Messina in giù nessuno di augura che si verifichino queste condizioni: il miglioramento dell’offerta d’altronde va in questa direzione. Non a caso, nella nota emessa al termine del cda, l’istituto del Sanpaolo elenca a chiare note i punti critici della strategia di Mps. “Questo progetto non offre alcun premio, ma è a sconto per gli azionisti delle società target e configura una struttura complessa caratterizzata da elementi di incertezza, sinergie sfidanti e rischi di esecuzione”. Al tempo stesso il piano di Intesa genera “un valore significativo, immediato e sostenibile per gli azionisti di Mps e valorizza Siena”. Guardando avanti, da Ca’ de Sass auspicano “che gli azionisti di Mps valutino la possibilita' di non dare corso all'approvazione di tali operazioni di fusione e scissione relative a Mediobanca”. In origine, precisano da Intesa, lanciando l'offerta su Mps a inizio giugno avevano assunto “quale scenario di riferimento il perfezionamento della fusione tra Mps e Mediobanca”. Tuttavia, “alla luce delle attuali circostanze, tenuto conto anche della limitata visibilità dei progressi raggiunti nell'attuazione del progetto di integrazione e del tempo ormai trascorso, Intesa ritiene auspicabile che la fusione” venga realizzata “successivamente all'Opas al fine di minimizzare il rischio di ripercussioni negative nelle attività di integrazione informatica e di evitare il rischio di duplicazione di costi”. Mossa che in ogni caso rende ancora più avvincente la sfida. Con l’aut aut lanciato adesso, Lovaglio avrà un motivo in più per rinvigorire la propria azione. Siena aspetta, sperando di non dover essere quella che paga il conto.
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