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Lavazza punta sul confronto tra giovani: ecco Basement Café Society con Raffaele Giuliani
In un tempo in cui il dibattito pubblico corre veloce, spesso si irrigidisce e finisce intrappolato tra slogan, algoritmi e tifoserie, Lavazza prova a rimettere al centro una parola semplice ma sempre più rara: conversazione. Da questa idea nasce Basement Café Society, il nuovo format editoriale lanciato il 9 giugno, pensato per dare spazio alle opinioni dei giovani sui grandi temi dell’attualità e per trasformare il confronto in un esercizio di ascolto reale. Il progetto reinventa l’esperienza di Basement Café by Lavazza e sceglie una direzione precisa: meno rumore, più complessità. Non un’arena costruita per alimentare lo scontro, ma uno spazio in cui opinioni diverse possano misurarsi in modo costruttivo, appassionato e rispettoso. La scommessa è dichiarata fin dall’impostazione. Come spiega il Gruppo Lavazza, in un’epoca segnata da polarizzazione, bolle e contenuti guidati dagli algoritmi, Basement Café Society vuole "riportare al centro la conversazione autentica, in cui il cambiamento di prospettiva conta più dello scontro e la complessità vale più degli slogan". È una presa di posizione che dice molto anche sul momento culturale che stiamo vivendo. Oggi parlare ai giovani significa spesso inseguire linguaggi rapidi, contrapposizioni nette e reazioni immediate. Qui, invece, l’ambizione sembra essere un’altra: fermarsi, articolare un pensiero, esporsi e accettare persino la possibilità di cambiare idea. Che, di questi tempi, è quasi un gesto controcorrente. A condurre questo spazio di confronto è Raffaele Giuliani, divulgatore 23enne che si è affermato come una delle voci autorevoli tra le nuove generazioni. Il suo ruolo non è quello del moderatore neutro in senso burocratico, ma di chi accompagna il dibattito, stimola il ragionamento e prova a tenere insieme energia, divergenze e ascolto. Il nuovo format si articola in 5 episodi, ognuno costruito attorno a un tema specifico. In ogni puntata prendono parte 8 persone, chiamate a sostenere le proprie tesi e, soprattutto, ad ascoltare quelle degli altri. Attorno a loro c’è un pubblico composto da 50-60 giovani in età universitaria, che non resta sullo sfondo ma diventa parte attiva del racconto. All’inizio e alla fine di ogni discussione, gli spettatori esprimono il proprio grado di accordo o disaccordo con un voto da 1 a 10. Un sistema che trasforma la platea in un vero "barometro della conversazione", utile per misurare l’effetto del confronto e capire se, durante il dialogo, qualcosa si è davvero mosso. È forse questo l’aspetto più interessante del format: non stabilire vincitori e vinti, ma osservare se il dibattito riesce a modificare, anche solo in parte, percezioni e convinzioni. In altre parole, il contenuto non si limita a mettere in scena le opinioni: prova a registrare il loro impatto. I cinque episodi affrontano argomenti fortemente identitari, pensati per intercettare sensibilità diverse e generare confronto: - Più Libertà Meno Regole - Futuro - Realisti o Rivoluzionari - Woke - Favorevoli o Contrari - Amore - Tradizionalisti o Libertari - Con l’impegno puoi ottenere tutto Anche il titolo della sessione live prevista a Milano, "Non si può più dire niente?", mostra la volontà di toccare nervi scoperti del dibattito contemporaneo, scegliendo una provocazione già molto presente nel lessico pubblico e social. Gli episodi integrali sono pubblicati sul canale YouTube di Basement Café by Lavazza a partire dal 9 giugno. Accanto alla versione completa, il progetto vive anche su TikTok, con tagli pensati specificamente per la piattaforma, mentre Instagram viene usato per costruire uno storytelling più coinvolgente e continuativo. A chiarire la filosofia del progetto è Eleonora Coffaro, Marketing Communication Director Lavazza, che sottolinea: "Con Basement Café Society continuiamo a sperimentare nuovi modi di dialogare con i giovani nei luoghi e con i linguaggi che sentono davvero propri. È un format che evolve insieme alle piattaforme e alle conversazioni della nuova generazione, trasformando il dibattito in un contenuto vivo, accessibile e capace di creare connessioni autentiche. Per noi è un modo concreto di restare dentro il flusso culturale, non di osservarlo da fuori". Il format avrà anche una declinazione dal vivo in occasione del Digital Journalism Festival 2026, in programma a Milano il 13 giugno. In quella sede è prevista una mini sessione live di Basement Café Society, dedicata al tema "Non si può più dire niente?".
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