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«Made in Italy più forte delle crisi internazionali»
«Il tessile-abbigliamento resta una delle colonne portanti del Made in Italy e una filiera con una straordinaria vocazione internazionale, come dimostrano oltre 36 miliardi di euro di esportazioni anche in una fase complessa segnata dal rallentamento della domanda globale, dalle tensioni geopolitiche e dalla crisi del lusso internazionale». Così “Lady Yamamay” Barbara Cimmino, l’imprenditrice campano-gallaratese vicepresidente per l'export e l'attrazione degli Investimenti di Confindustria, intervenendo all'assemblea generale di Confindustria Moda svoltasi a Milano. «L'aspetto più interessante è che, a livello europeo, si sta lavorando molto per aprire nuove rotte commerciali e guardiamo agli accordi di libero scambio con grande fiducia», ha aggiunto. «Allo stesso tempo, si sta facendo molto per coniugare competitività, innovazione e sostenibilità. Pensiamo ai brand, che rappresentano un driver fondamentale per l'intera filiera del tessile e dell'abbigliamento». Export in live calo Nel 2025 il comparto ha registrato un fatturato di 58,39 miliardi di euro, in calo del 2,4% rispetto al 2024, mentre l'export si è attestato a 36,94 miliardi di euro (-1,6%), rappresentando comunque il 63,3% del giro d'affari complessivo. Positivo il saldo commerciale, pari a 10,48 miliardi di euro. Il settore conta su oltre 37 mila imprese e 372 mila addetti, numeri in diminuzione rispetto al 2022, ma che confermano il peso strategico della filiera per l'economia nazionale. Tra Mercosur, tessuti tecnici e intelligenza artificiale «Il settore è un settore chiave per la nostra economia italiana: vale mezzo milione di posti di lavoro, tra diretti e indiretti; 90 miliardi di euro; il 5% dell'export; ed è il secondo settore esportatore del Paese", ha sottolineato il presidente di Confindustria Moda Luca Sburlati. «Al momento, il settore vive certamente un momento di grande trasformazione. Oggi identifichiamo alcune nuove rotte che sono fondamentali affinché il tessile e l'abbigliamento continuino a essere, anche nel futuro del nostro Paese, uno degli assi portanti della nostra economia. In questo senso, il Mercosur è l'obiettivo principale, un mercato straordinario sia per i nostri brand sia per le materie prime e i semilavorati e in più abbiamo una grande opportunità nell'export, che è il tessile tecnico». A questo proposito, «il tessile tecnico pervaderà moltissime categorie di prodotto in cui non esisteva questa capacità e oggi potremmo andare nel medicale, nelle costruzioni nell'aerospaziale». «Ora annunciamo una grande partnership con l'Istituto nazionale per l'Intelligenza Artificiale per l'Industria, perché la nostra industria si deve trasformare», ha poi dichiarato il presidente di Confindustria Moda. «Abbiamo una filiera storicamente antica, ma straordinaria per contenuti, capacità e competenze. Oggi è il momento in cui l'intelligenza artificiale entrerà fortemente nelle nostre imprese e, se non lo facciamo noi, lo farà qualcun altro. Parte dunque un grande progetto di collaborazione tra università, Istituto nazionale e imprese di Confindustria Moda».
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