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Ucraina, a Danzica l’Ue progettala ricostruzione. Zelensky diserta, dopo le tensioni con Varsavia

26/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕
Danzica conosce bene il peso della storia. Qui sono partiti i primi colpi della Seconda guerra mondiale; qui è nata Solidarność, il movimento che ha aperto alla Polonia la strada verso l'Europa democratica. Ieri la città portuale è tornata a essere il teatro di un'altra ricostruzione, quella dell’Ucraina, ospitando la Conferenza che ha riunito i leader del fianco orientale dell'Ue insieme a Ursula von der Leyen e Antonio Costa. Ma mancava il protagonista più atteso: Volodymyr Zelensky. Kiev è stata rappresentata dalla premier Yulia Svyrydenko, mentre presidente e consorte hanno scelto di restare in patria, tra le tensioni con Varsavia e il nuovo nervosismo con Minsk e Mosca. L’assenza di Zelensky arriva dopo la decisione di Kiev di intitolare un’unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (Upa), responsabile dei massacri di civili polacchi tra il 1943 e il 1945. Una scelta che ha spinto il presidente polacco Karol Nawrocki a revocare un'onorificenza concessa al leader ucraino, riaprendo una ferita storica proprio mentre Danzica cercava di trasformare la solidarietà in un progetto politico. Ieri, attorno all’AmberExpo, la sicurezza era massima, con l'ultradestra polacca che protestava in piazza. Ma sul palco Donald Tusk ha richiamato il simbolismo della città: «Danzica è stata distrutta e poi ricostruita. È la prova che la ricostruzione non è un miraggio, ma il frutto della solidarietà». Anche Ursula von der Leyen ha scelto la storia come chiave di lettura: «Quarant'anni fa il popolo di Danzica dimostrò che la libertà può prevalere sull'oppressione. Oggi gli ucraini stanno facendo lo stesso». Poi, i numeri: dall’inizio dell'invasione l’Ue e gli Stati membri hanno mobilitato 200 miliardi di euro tra aiuti economici, finanziari e militari. Nei prossimi due anni arriveranno altri 90 miliardi attraverso il nuovo Prestito di sostegno all’Ucraina; la prima tranche, oltre 3 miliardi di assistenza macrofinanziaria, sarebbe stata erogata proprio ieri, mentre nei prossimi giorni partiranno anche i primi fondi del programma da 6 miliardi destinato alla produzione di droni. Per la presidente della Commissione, investire nella ricostruzione significa investire nell’Europa. «Chi investe in Ucraina investe in un futuro membro del mercato unico», ha detto, ribadendo che il percorso di adesione resterà «basato sul merito», ma che le riforme avvicinano Kiev alla famiglia europea. Ma mentre in Polonia si parlava di ricostruzione, Zelensky continuava a fare i conti con il conflitto: il presidente ucraino ha rivendicato nuovi attacchi a lungo raggio contro due raffinerie a Ufa, nel Bashkortostan, a 1.500 chilometri dal fronte, mentre guardando alla Bielorussia ha tentato di stemperare le tensioni degli ultimi giorni con una chiamata all’omologo Lukashenko.
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