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Orizzonti contemporanei: cinque esperienze d'arte all'aperto dalla Brianza alla Martesana
L'itinerario in breve
Orizzonti contemporanei è un itinerario che invita a percorrere il territorio seguendo le tracce dell’arte contemporanea nel paesaggio, attraversando parchi, fiumi, borghi e soglie naturali e urbane. Attraversando paesaggi e visioni, il percorso segue, così, la linea mobile tra natura, memoria e gesto artistico.
Il viaggio nasce in quota, tra le installazione del MACAMorterone _ Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Morterone, dove le montagne, le architetture rurali e la vita del borgo fungono da cornice naturale: qui le opere non sono semplicemente collocate, ma nascono assecondando i ritmi, la luce e le stagioni del luogo. Non lontano, il percorso prosegue tra i sentieri del Parco del Monte Barro a Galbiate, dove le opere di land art si intrecciano ai profili del lago e delle montagne, inscrivendo l’intervento umano nel respiro profondo del territorio. Scendendo verso sud, l’itinerario incontra il Rossini Art Site, luogo in cui la scultura contemporanea abita il paesaggio come presenza silenziosa e vitale, in un dialogo continuo tra forma, materia e spazio aperto. A Paderno d’Adda, in via Alessandro Manzoni, La Danza di San Michele introduce la terza tappa, nella contemplazione di un’opera che convoca il tempo della comunità, la dimensione simbolica e il passaggio tra sacro, storia e quotidiano. Da qui prende avvio l’ultima tappa, il percorso che da Paderno, attraversando Cornate e Vaprio, conduce a Cassano d’Adda, verso la conoscenza delle quattro le installazioni di LIMEN. I luoghi soglia: un’opera diffusa sorta lungo il fiume come una costellazione di segni, che invita ad abitare il confine, l’attraversamento, la trasformazione.
Orizzonti contemporanei si offre così come un itinerario dell’esperienza, più che della semplice visita: un cammino in cui l’arte non si sovrappone al paesaggio, ma lo interroga, lo attraversa e lo rende visibile in forme nuove.
Approfondisci l'itinerario
Il viaggio di Orizzonti contemporanei prende avvio a Morterone, nel cuore di un paesaggio montano in cui l’arte si fonde con la vita del borgo. Il MACAMorterone _ Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Morterone è senza pareti: sono le montagne, le architetture rurali e i sentieri a fare da quinta scenica alle installazioni. Fondato a partire dal 1986 dalla famiglia Invernizzi e dall’Associazione Culturale Amici di Morterone, il MACAM prende forma nel 1988 come laboratorio creativo permanente. La poetica della Natura Naturans di Carlo Invernizzi guida l’intero progetto: l’arte diventa segno di un equilibrio condiviso tra uomo e ambiente, presenza attiva nel territorio. Oggi il Museo conta oltre trenta installazioni permanenti di artisti come Nicola Carrino, Gianni Asdrubali, Francesco Candeloro, Pino Pinelli, Mauro Staccioli, Michel Verjux, Niele Toroni, Rudi Wach e David Tremlett, componendo una costellazione di linguaggi che dialogano con la materia viva del paesaggio. Visitare il MACAM significa camminare in un museo vivo, in cui ogni variazione di luce e di tempo rinnova l’esperienza dell’opera. Un inizio ideale per un itinerario che intreccia arte, natura e visione.
Dopo l’immersione nel museo diffuso di Morterone, Orizzonti contemporanei prosegue poco lontano, raggiungendo il Parco naturale del Monte Barro, dove prende forma il progetto Monte Barro_Arte e Natura, un itinerario di land art che intreccia arte contemporanea, paesaggio e partecipazione sociale in un unico grande percorso all’aperto. Anche qui è il territorio stesso a diventare museo: le opere non sono semplicemente inserite nella natura, ma nascono da un dialogo profondo, rispettoso e simbolico con essa. Il cammino si sviluppa lungo i sentieri che collegano l’area dell’ex cava di Valle Oscura, oggi Piazzale 400, con l’Eremo del Monte Barro, attraversando boschi, radure e luoghi segnati dal tempo e dall’intervento umano. Proprio da queste trasformazioni del paesaggio prende senso il progetto: l’arte diventa strumento di rigenerazione, capace di restituire nuovi significati a spazi feriti, e di riattivare lo sguardo su ciò che spesso resta invisibile. Le installazioni affrontano temi urgenti e universali — cambiamento climatico, migrazioni, biodiversità, memoria naturale, relazione tra natura e cultura — emergendo lungo il cammino come presenze discrete ma intense. L’esperienza si costruisce nella lentezza del passo e nell’ascolto del luogo: ogni opera è incontro, momento di riflessione che accompagna il visitatore in un attraversamento sensibile del paesaggio.
Da lì, il passo procede più a sud, verso il Rossini Art Site, un ampia collezione di sculture immerse nel paesaggio del Parco della Valle del Lambro. Qui l’arte si dispiega in uno spazio aperto di prati, boschi, radure e corsi d’acqua, in un dialogo continuo tra natura e forma, tra gesto artistico e ambiente. La collezione nasce dalla visione e dalla passione di Alberto Rossini, imprenditore e mecenate, e si struttura come un racconto che intreccia arte, vita e memoria famili
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