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Medici di base, a Torino e in Piemonte via 463 dottori: «Ambulatori saturi e concorsi deserti»

24/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹
Agosto sta finendo, ma non i disagi nella sanità, in particolare per i medici di famiglia. Ci scrivono lettori che hanno avuto difficoltà a trovare il proprio medico, andato in vacanza, e alle volte anche i sostituti. A Torino, nonostante gli studi "associati", succede anche questo: se non si è vista la comunicazione, magari appesa in studio, delle ferie del proprio dottore, c'è il rischio di trovarsi scoperti. Ci dice una lettrice: "Ho telefonato alla segreteria dello studio, perché mi serviva una ricetta per mio marito, per una terapia che non può sospendere, e c'era un messaggio registrato per rivolgersi ai sostituti. Li ho chiamati ai numeri trovati su Internet, ma non rispondevano. Per fortuna il farmacista mi ha dato il medicinale lo stesso: poi gli porterò la ricetta". Ad altri invece è successo in vacanza, sulle nostre montagne: l'unica possibilità di trovare un medico o un pediatra pare essere di discendere fino al più vicino pronto soccorso. Agosto e il periodo feriale evidenziano, quindi, la crisi della sanità piemontese. Un allarme rosso che viene confermato dai numeri stilati dalla Fondazione Gimbe, i quali delineano uno scenario da vera e propria emergenza per i prossimi due anni. Entro il 2028, infatti, oltre 430 medici di medicina generale raggiungeranno la soglia pensionistica dei 70 anni, lasciando sguarniti centinaia di ambulatori in tutta la regione. Una situazione già oggi al limite della capienza. Considerando il rapporto ottimale fissato per legge a un medico ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in Piemonte si registra già una carenza strutturale di 463 medici di base. Ambulatori saturi: oltre 1.400 pazienti per medico A farne le spese sono direttamente i cittadini. Il carico di lavoro per i professionisti in servizio continua a crescere: il numero medio di assistiti per ogni medico di famiglia piemontese ha toccato quota 1.407, superando la media nazionale (pari a 1.383). Una pressione quotidiana che complica la gestione delle visite, l'accesso alle prescrizioni e l'assistenza domiciliare per gli anziani e i malati cronici. Un'emorragia che dura da anni e il flop dei concorsi Il quadro attuale è il risultato di un trend negativo consolidato nel tempo. Tra il 2019 e il 2024, i medici di famiglia in Piemonte sono diminuiti del 10,6%. Sebbene il dato regionale sia leggermente migliore della media nazionale (che registra un calo del 14,1%), a preoccupare è il mancato ricambio generazionale. Nel 2025 si è consumato un vero e proprio cortocircuito formativo: ai concorsi per accedere al corso di formazione specifica in medicina generale sono stati registrati 50 candidati in meno rispetto ai posti disponibili (-29%). Un dato in netto contrasto con il resto d'Italia, dove la partecipazione alle borse finanziate ha registrato una media del +26%. Senza un'inversione di rotta immediata sulle attrattività della professione, la medicina di territorio rischia il definitivo travaso di pazienti verso le sale d'aspetto dei pronto soccorso.
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