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Schiavo nei campi della Val di Merse: caporalato e infortuni nascosti sotto ricatto, i carabinieri mettono fine all'incubo

18/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 ⚠️
A lavoro 62 ore alla settimana, senza riposi, ferie, vivendo in un appartamento fatiscente e inagibile, nonché costretto a nascondere alle autorità, sotto ricatto, alcuni incidenti sul lavoro subiti. I carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro hanno scoperto un grave caso di caporalato e sfruttamento del lavoro in un’azienda agricola in Val di Merse, a danno di un lavoratore 40enne originario del Nordafrica. [articlepreview id="460075" link="https://www.corrieredellumbria.it/news/cronaca/460075/stretta-sul-caporalato-ce-il-codice-etico-per-le-aziende-senza-terra.html"] A seguito di un blitz dei militari dell’Arma guidati dal maresciallo capo Andrea De Gisi, coordinato dalla Procura e autorizzato dal gip, è stato eseguito un sequestro da 12mila euro (il presunto ricavato fraudolento sul costo del lavoro) presso l’azienda e sono finiti sono indagine tre soggetti risultati i gestori dell’azienda, con le ipotesi di accusa di caporalato, lesioni personali colpose gravi e falsità ideologiche. [articlepreview id="457925" link="https://www.corrieredisiena.it/news/cronaca/457925/lavoro-nero-irregolarita-negli-hotel-rischio-caldo-nei-cantieri-nove-denunce-a-siena.html"] Lo sfruttamento del lavoratore nordafricano andava avanti oltre due anni: le indagini invece sono scattate nell’ottobre 2025, a seguito della denuncia dello stesso cittadino, stremato per le condizioni di vita e lavoro cui era sottoposto. A fronte infatti di oltre sessanta ore di servizio imposte, riceveva una paga forfettaria di 800 euro mensili, senza adeguate garanzie né diritti: quindi niente ferie, riposi e quant’altro. Ed era costretto a vivere con la famiglia in un locale messo a disposizione dell’azienda, un autentico tugurio, fatiscente e dichiarato inagibile. [articlepreview id="439726" link="https://www.corrieredimaremma.it/news/politica/439726/lotta-al-caporalato-alleanza-grosseto-siena-task-force-unite-contro-lo-sfruttamento-nei-campi.html"] Non solo: secondo la ricostruzione investigativa l’uomo avrebbe anche subito due gravi incidenti sul lavoro nel corso dei due anni e mezzo di sfruttamento, tra il 2024 e il 2026, infortuni, specificano i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, “dolosamente alterati dagli indagati per eludere i controlli, costringendo il lavoratore a fornire false dichiarazioni ai sanitari sotto la minaccia di licenziamento e facendo leva sulla sua presunta necessità di mantenere il permesso di soggiorno”. Per mascherare le lacune aziendali, sempre secondo le accuse, sarebbe stata anche prodotta documentazione falsificata inerente alla sicurezza sul lavoro. Ed ecco che per interrompere le presunte condotte illecite senza penalizzare gli attuali dipendenti, il gip ha anche disposto il controllo giudiziario: un Amministratore Giudiziario affiancherà i gestori per ripristinare le condizioni di legalità e garantire la continuità d'impresa. Infine, la presunta vittima e i familiari sono stati collocati in una struttura protetta (circuito S.A.I.) per intraprendere un percorso di assistenza dedicato alle vittime di sfruttamento.
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